LA GABBIA

8 11 2006

Prodotto da DTF inc.

Buio. Silenzio. La Gabbia, solo alla fine capisci che si chiama così, e capisci pure perché si chiama così.Quando comincia il buio prende forma e che d’un tratto diventa una faccia. Tra questa faccia e quella scritta scorre una storia. Storia di un uomo che brancola nella penombra e che sembra implorarti per quello che sta per fare.La gabbia è una storia che ti arriva dentro con rabbia, ti schiaffeggia l’anima per qualche minuto e poi se ne va, lasciandoti come seduto sul letto dopo un brutto sogno: con gli occhi smorzati sulla parete, ma messi a fuoco all’infinito.La gabbia che evoca una lotta contro il tempo e contro tutti, contro il proprio stesso io, e contro nessuno, è la visione estrema, senza scampo dell’insospettabile fragilità del confine che separa l’essere dal non essere. E’ il verosimile compendio di tutte le nostre insofferenze: la metafora riassuntiva, in fondo pietosa, di ogni umano non poterne più.

CG