Una ricerca che tesse il suo filo e dipanandosi si intreccia e si infila nelle varie opere per costruire una collana che abbia un unico senso, un tema principale da sviluppare. Nelle opere di Di Tullio si individua la ricerca e l’analisi del momento esatto della “rottura”. Rottura dal quotidiano, dall’abitudine, dalla vita stessa. Questo punto di rottura può portare alla morte, alla fuga, alla sottomissione. Ma è quel punto che Di Tullio scandaglia e analizza chirurgicamente cercando di estrapolarne un senso estetico e un significato recondito. Di Tullio scatta le sue foto come il reporter che cerca di individuare il movente, la psicologia della vittima, le motivazioni del carnefice e cerca questo nella vita di tutti i giorni. In J. W. McKenzie racconta, La Gabbia, La Commedia umana, Semplice Esercizio o Il sogno di Ennis tutto torna, tutto è riconducibile a questa ricerca del particolare, del momento esatto in cui questa rottura è avvenuta. La realtà, la vita si incrinano e portano a qualcos’altro di inquietante e problematico.
Mauro Smocovich e Sacha Rosel


