LA GABBIA

8 11 2006

Prodotto da DTF inc.

Buio. Silenzio. La Gabbia, solo alla fine capisci che si chiama così, e capisci pure perché si chiama così.Quando comincia il buio prende forma e che d’un tratto diventa una faccia. Tra questa faccia e quella scritta scorre una storia. Storia di un uomo che brancola nella penombra e che sembra implorarti per quello che sta per fare.La gabbia è una storia che ti arriva dentro con rabbia, ti schiaffeggia l’anima per qualche minuto e poi se ne va, lasciandoti come seduto sul letto dopo un brutto sogno: con gli occhi smorzati sulla parete, ma messi a fuoco all’infinito.La gabbia che evoca una lotta contro il tempo e contro tutti, contro il proprio stesso io, e contro nessuno, è la visione estrema, senza scampo dell’insospettabile fragilità del confine che separa l’essere dal non essere. E’ il verosimile compendio di tutte le nostre insofferenze: la metafora riassuntiva, in fondo pietosa, di ogni umano non poterne più.

CG





PULSTAR

8 11 2006

Courtesy Galleria Gallerati Via Apuania 55 Roma

In questo lavoro Di Tullio approfondisce la rottura del quotidiano che sotto la pressione delle pulsioni erotiche può a un certo punto saltare e sfogare il suo sbuffo di vapore in qualunque direzione colpendo ogni cosa e travolgendo. Il sacro e il profano, il ritmo lavorativo, il privato e intimo, la vita quotidiana comune e il richiamo del sesso continuo possono portare a una compressione insopportabile, alla creazione di una stella pulsante che prima o poi potrebbe trasformarsi in Nova. L’opera di Di Tullio è superlativa nel portare allo scoperto questi momenti decisivi, queste compressioni che aspettano solo di esplodere. E alle volte l’esplosione c’è e travolge tutto e tutti.
Sacha Rosel & Mauro Smocovich

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